Chi siamo:

Siamo un gruppo di persone animate da una sana passione civile, da un diffuso spirito di servizio e da una ostinata voglia di ripercorrere, questa volta, commettendo meno errori possibile, il percorso aggregativo e di risveglio delle coscienze e delle volontà, che ha caratterizzato la nascita del progetto dell’Ulivo nel 1995 e che ha portato alla vittoria del centro-sinistra nelle elezioni del 1996.

La nostra composizione è variegata, per origine, per formazione e per esperienza politica, ma la nostra forza di coesione, che ci ha fatto resistere agli eventi disgregatori degli ultimi anni, che hanno dissipato l’incredibile energia dei primi anni di vita dell’Ulivo, è rimasta intatta, legata com’è ai valori comuni fondanti della coalizione di centro-sinistra, che Romano Prodi ha saputo ben rappresentare nella sua, purtroppo breve, esperienza di leader di Governo.

La nostra principale caratteristica è quella di aver tenuto alto lo spirito di partecipazione, di impegno etico e personale, di pratica reale dei principi della democrazia dal basso e di stimolo continuo nei confronti dei leader che, volta per volta, ci hanno rappresentato. Per questo motivo la nostra breve storia è stata caratterizzata, attraverso le esperienze di ciascuno di noi, da una successione di coinvolgenti partecipazioni ai nuovi progetti politici da una parte, e da cogenti e defatiganti delusioni dall’altra: dai “Movimenti per Prodi”, all’“Italia dei Valori”, dai “Democratici per l’Ulivo” fino all’ultima brevissima esperienza “Per l’Ulivo con Di Pietro”.

Quella che potrebbe sembrare, ad un primo approccio, una volubilità eccessiva, è invece la chiave di volta per interpretare il vero spirito che ci ha sempre animati. Le nostre esperienze sono state tutte connotate da una ponderata e coerente reazione ad una serie di elementi degenerativi della coalizione di governo (sia a livello centrale  che periferico) che hanno depauperato e fatto regredire il progetto politico dell’Ulivo.

Tale fenomeno, che è cresciuto progressivamente dal 1996 ad oggi ed ha causato la perdita di numerosi consensi proprio nelle ultime elezioni amministrative, è diventato diffuso argomento di analisi nella gran parte degli elettori  del centro-sinistra, ed è stato uno stimolante elemento di dibattito all’interno di convegni, incontri e in interventi su riviste del calibro di “Micromega”, “Viceversa” etc.

Ora, più che mai, ci rendiamo conto che la nostra posizione può rappresentare un valore aggiunto alla coalizione di centro sinistra. Così come avvenne nel 1996, dove la diffusa rete dei movimenti nati intorno a Prodi, seppe dare molto di più del valore delle doti elettorali dei partiti componenti la coalizione di centro-sinistra, determinando la vittoria contro il “Polo delle Libertà” , anche oggi, con maggiori motivazioni rispetto alla gravità della situazione, deve essere ripercorsa la stessa strada.

Le nostre finalità

Il vero valore aggiunto dell’Ulivo, al di là della personalità del leader e del ruolo che dovrà svolgere come “civil servant”, così come è stato definito Rutelli in qualità di capo della coalizione, sta nell’ambizioso progetto,  tenendo insieme il pensiero sociale laico e cattolico con un progetto politico forte,  di arrivare ad un autentico  rinnovamento del paese, basato su valori comuni.

Noi puntiamo a rappresentare un elemento di aggregazione che favorisca l’avvicinamento ed il risveglio della parte migliore della società civile, che voglia ridare slancio, col proprio contributo, ai valori ideali e riformisti del  nuovo Ulivo, che riprenda con maggior vigore e con maggior partecipazione democratica quel processo di modernizzazione del paese che con gran fatica è stato avviato negli ultimi anni, che opponga, con la propria rinnovata partecipazione alla scena politica, una seria e strenua resistenza alla dilagante voglia di restaurazione ed imbarbarimento della politica, piegata spudoratamente ai bassi e personali interessi di pochi centri di potere economici e venduta per “liberismo federalista”, così come ci viene rappresentata dai leader del polo di centro-destra.

Così come avvenne per il primo Ulivo, anche se su scala ridotta (il nostro è un movimento che nasce in ambito metropolitano fiorentino, con propaggini e contatti in gran parte della Regione Toscana), vogliamo ripetere l’esperienza della “rete democratica partecipativa”, attraverso la moltiplicazione dei “circoli” territoriali e/o tematici, su cui già oggi basiamo la nostra organizzazione. Ripetere, se possibile, la proficua e feconda esperienza dei “Comitati per l’Italia che vogliamo” o dei “Comitati per Prodi”, che hanno rappresentato la vera differenza ed il vero valore aggiunto per la coalizione di centro-sinistra in occasione delle politiche del 1996.

Il nostro intento, oltre a quello di dare man forte e di preparare la difficile battaglia delle elezioni politiche del 2001, consiste comunque di dare seguito ad uno dei progetti fondamentali del programma di Prodi, purtroppo attuato solamente in parte dalla coalizione di centro sinistra negli ultimi anni, quello di favorire il ricambio e il rinnovamento della dirigenza politica del paese, sempre più a corto di uomini di qualità e di personalità di spicco su cui investire.

Cosa proponiamo:

Proponiamo un percorso politico che abbia come principali obiettivi:

  • la riaffermazione della questione morale, la diffusione e la piena affermazione della cultura e dei valori della legalità, della trasparenza amministrativa e politica, del diritto alla "giusta informazione";
  • la difesa e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori;
  • l’affermazione del bipolarismo come valore di stabilità;
  • l’affermazione del principio di governabilità con una legge elettorale che premi le aggregazioni e tenga conto della necessità della stabilità governativa come valore in sé;
  • l’affermazione del principio del federalismo solidale che porti ad un reale decentramento ed autonomia nell’ottica di una reciproca assistenza e nell’ambito di uno stato unitario;
  • l’integrazione dei tradizionali valori di libertà, uguaglianza, giustizia con i nuovi valori del nostro tempo come le pari opportunità, la salvaguardia dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’autogoverno, la solidarietà e sussidiarietà, la responsabilità, l’europeismo;
  • la riqualificazione delle periferie delle città, con la riconquista degli spazi di vivibilità di quartiere, attraverso un coinvolgimento, nella progettazione e nella gestione dei piani di recupero, di soggetti pubblici e privati;
  • la riconquista di regole certe in tema di mobilità urbana, con una migliore e più efficace pianificazione degli interventi nel trasporto pubblico ed una decisa incentivazione all’uso di veicoli non inquinanti per il miglioramento della qualità della vita nelle città;
  • maggior controllo del territorio per un ripristino del rispetto delle principali regole della convivenza civile, e per offrire una maggiore sicurezza alle persone più deboli ed indifese;
  • la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio pubblico (beni ed aziende), grazie ad una efficace sinergia tra pubblico e privato;
  • la valorizzazione del nostro patrimonio storico culturale con interventi mirati. Consentire l'accesso più ampio possibile al "sistema cultura" da parte di tutti i cittadini anche quelli con meno possibilità. Intervenire sullo sviluppo dell'offerta di istruzione, nei settori di base e a livello universitario. I giovani devono avere opportunità culturali e di lavoro pari ai loro coetanei dei paesi più evoluti. E' necessario creare o potenziare reti di scambio con altri paesi e con le migliori scuole ed università europee ed americane. Dobbiamo investire anche sulla ricerca, sull'università, sulla formazione e sull'aggiornamento degli insegnanti, per creare le condizioni di un miglioramento culturale complessivo.

Il senso di questa nuova esperienza politica va nella direzione di una chiara collocazione all’interno dell’area riformista del centrosinistra, tenendo fede ai riferimenti e ai contenuti programmatici dell’Ulivo e valorizzando un aspetto importante e fondamentale della nuova politica come la "questione morale".

Noi ci rivolgiamo a chi ritiene che l’esigenza  di cambiamento istituzionale e politico del nostro paese non sia più rinviabile.

Con tale iniziativa, oltre a non voler disperdere l’importante patrimonio di idee, uomini, passioni ed intelligenze che hanno strutturato prima i “Comitati per Prodi” e “l’Italia dei Valori” e poi il Movimento de "i Democratici", ci rivolgiamo a tutti i cittadini che, rifiutando la restaurazione della vecchia politica, hanno intenzione di ridare vigore ai valori del nuovo riformismo, promossi in prima istanza da Romano Prodi con l’esperienza dell’Ulivo.

Non vogliamo essere un altro partito, ma un Movimento che rappresenti un "fattore di riaggregazione" che si ponga in modo aperto e costruttivo all’interno della coalizione di centrosinistra col fine di promuovere ed appoggiare il tentativo di costruzione della "casa comune dei riformisti". Il fine è quello di fungere da coscienza critica, da stimolo e da proposta per indirizzare la coalizione verso la scelta di contenuti politici e scelte programmatiche che possono riconquistare l'elettorato e che possano ridare fiducia in una possibile vittoria delle elezioni politiche della Primavera del 2001 ed alla sconfitta della demagogia e del populismo del centrodestra e del suo principale leader, che è l’emblema evidente del progressivo asservimento delle istituzioni agli interessi di un gruppo di rilevante potere economico.

 

Firenze 14 Novembre 2000

 

Il documento è approvato e sottoscritto da 1200 simpatizzanti e dalle Associazioni culturali e politiche della toscana: "Progetto Europa"; "Persone e Politica"; "Olimpia"; "I giovani e la politica"; "Politica dei diritti" e "Art Box".